DAL PALAZZO DEI
NORMANNI A MONREALE
Posto al culmine della
città antica, il Palazzo dei Normanni fu residenza degli Emiri, poi dei
re Normanni e dei vicerè spagnoli, e dal 1947 è sede dell'Assemblea Regionale
Siciliana. AI suo interno la meravigliosa Cappella Palatina, costruita nel 1130
ed arricchita da splendidi mosaici. Poco lontano, in un tranquillo giardino, la
chiesa di S. Giovanni degli Eremiti ed il piccolo chiostro annesso sono mirabili
esempi di architettura arabo-normanna. Costruita nel 1132 da Ruggero Il, la
chiesa è sormontata da un elegante campanile e da cinque cupolette rosse di
gusto orientale.
La maestosa
Cattedrale (Madonna Assunta), già paleobasilica, poi moschea, conserva un
fastoso patrimonio: le cappelle, il presbiterio, l'altare, la cupola, raccolgono
quanto di meglio abbiano espresso le diverse culture che si sono susseguite ed
integrate in Sicilia. Nella cripta il Tesoro è costituito da oggetti preziosi
rinvenuti nelle tombe reali ed imperiali e mirabili esempi di oggettistica
sacra. Si incontrano poi la chiesa del S.S. Salvatore, a pianta ottagonale; la
chiesa di S. Giuseppe dei Teatini, addossata al Cantone meridionale di Piazza
Vigliena (Quattro Canti), una delle più alte espressioni del primo barocco
palermitano; la chiesa di S. Matteo, che custodisce quattro statue del Serpotta.
Si giunge così ai Quattro Canti (Piazza Vigliena), concepiti in epoca spagnola
(1608-20) come centro della città e punto di incontro dei quattro mandamenti.Ciascuno
è decorato con tre statue raffiguranti le quattro stagioni, quattro viceré spagnoli e le quattro sante protettrici dei quattro quartieri.
Dopo I quattro canti
la via Maqueda si apre su Piazza Pretoria, con il Municipio e la fastosa
Fontana, complesso marmoreo barocco di tema mitologico. Nell'attigua piazza
Bellini domina la chiesa della Martorana (S. Maria dell'Ammiraglio), di rito
greco, la cui architettura si inserisce nella tradizione bizantina, e si
distingue per l'insieme di elementi strutturali e decorativi normanni e barocchi
e la splendida decorazione musiva dell'interno.Antiche cronache arabe
narrano che tutto il nord della città era un'oasi di sogno dove si viveva alla
raffinata maniera orientale. Testimonianza più fulgida dell'epoca è il Castello
della Zisa, (da Aziz, in arabo: splendida) edificata nel 1154, sotto il regno di
Guglielmo I, su modello arabo. È una costruzione rettangolare ornata di arcate e
di feritoie. L'interno, che evocava i fasti decorativi dei Palazzi Orientali, ha
una sala a volta con stalattiti, preceduta da un atrio. Lungo le pareti corre un
fregio in mosaico che rappresenta cacciatori e pavoni.Nelle cripte del
Convento dei padri Cappuccini, del XVII secolo, si estende un cimitero noto come
le Catacombe dei Cappuccini, che custodisce circa 8.000 salme, imbalsamate fino
a1881. I corpi, appartenenti all'alta borghesia palermitana e al clero, sono
divisi per categorie sociali o professionali.In corso Calatafimi,
all'ingresso della Caserma Tukory, si scopre un edificio rettangolare chiamato
la Cuba, costruito nel 1180 da artisti arabi. Doveva il suo nome alla sua alta
cupola ora crollata.
La
chiesa di S. Spirito, o dei Vespri, è l'armonioso risultato di una
contaminazione fra gli stili arabo normanno e gotico. Essa prende il nome per
ciò che vi successe il giorno di Pasqua del 1282, mentre si cantava il Vespro,
quando un soldato francese recò offesa all'onore di una giovane siciliana e la
reazione dei presenti diede vita alla celeberrima rivolta contro il dominio
angioino, conosciuta con il nome di rivolta dei Vespri Siciliani.Ad otto chilometri
dalla città, Monreale è il principale centro turistico dei dintorni di
Palermo, noto soprattutto per la sua Cattedrale e lo splendido Chiostro.L:interno della
Cattedrale presenta la più vasta superficie coperta da mosaici nel mondo, dopo
quella di Santa Sofia di Istanbul. Eseguiti tra il XII e il XIII secolo
culminano nel Cristo Pantocratore, che occupa tutta la conca dell'abside
centrale e rappresenta il punto di convergenza del poema teologico. Il Chiostro
benedettino annesso è un quadrato di 47 metri di Iato, porticato con una teoria
continua di arcate a sesto acuto sostenute da 228 colonnine abbinate e decorate
da intarsi moreschi tutti differenti. Diversi l'uno dall'altro sono anche i
capitelli, ornati mirabilmente con motivi antropomorfici, fitomorfici e con
altri elementi di fantasia tradizionali dell'immaginario medievale.